Sette anni di Genova24.it: dalla nostra parte i numeri e quell’irresistibile esigenza di raccontare la città

Oggi Genova24.it compie 7 anni, pochi se paragonati ai media tradizionali ma abbastanza se si guarda solo al panorama dei media nativi digitali nel territorio della provincia di Genova.
Il 10-10-10 nasceva il gemello di IVG.it, che racconta la provincia di Savona dal 1 aprile 2006.

In questi 7 anni sono cambiate moltissime cose, sia dentro che fuori alla redazione, oggi possiamo definirci il primo mezzo nativo digitale della provincia, secondo solo ai media tradizionali.
Oggi è tutto più veloce e Genova24, o meglio internet, è nel palmo della mano di ognuno di noi, mentre i più geek leggono le news sullo schermo dello smartwatch. In questi anni siamo cresciuti come gruppo in un contesto di profonda crisi nel settore dell’editoria, ed oggi sono 26 le persone tra giornalisti, tecnici, commerciali e amministrativi che lavorano un un’azienda che nel 2006 aveva “solo” due dipendenti.
Noi non abbiamo mai ricevuto nessun tipo di contributo pubblico. Anzi, ci piacerebbe “giocare” tutti con le stesse regole, non come alcuni editori televisivi che vorrebbero raccogliere, oltre le decine di milioni percepiti in questi anni, anche parte del canone Rai. Noi non facciamo “servizio pubblico” perché questo termine, per noi, vuol dire fare impresa con i soldi dei cittadini.

I numeri sono assolutamente dalla nostra parte: una crescita continua nel numero di lettori, a settembre siamo cresciuti del 78% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, in linea con la crescita nei primi 9 mesi dell’anno che, secondo i dati di analytics, segna +79%.
Importante anche la presenza su Facebook dove la pagina ufficiale ha superato quota 45mila fan, meno di altri media ma che possono contare su una diffusione regionale, se non nazionale, unendo però i numeri savonesi i fan sono oltre 100mila.

“Devo dire grazie a tutti – dichiara Matteo Rainisio editore di Genova24 – quelli che hanno fatto parte del nostro gruppo, di chi c’è sempre stato, di chi è arrivato strada facendo e di chi è andato via. E’ merito di tutti se oggi possiamo dire di essere una voce importante nel panorama, purtroppo, sempre più povero del mondo dell’informazione genovese”.
La speranza è di continuare a crescere, perché in un mondo sempre più globalizzato le comunità hanno bisogno di sapere cosa accade dietro l’angolo o nella piazza del quartiere, cosa ne è del lavoro che c’è o di quello che manca, perché i genovesi vogliono scappare in cerca di fortuna o decidono di restare. Noi queste storie vogliamo continuarle a raccontare, anche grazie a voi.