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Mentre il dramma del Covid-19 continua inesorabile e un numero crescente di paesi si organizza per affrontare l’emergenza, internet è diventato, per molti, lo strumento principale per lavorare e comunicare. Dall’11 marzo, infatti, quando l’OMS ha dichiarato ufficialmente il Coronavirus come una pandemia globale, il mondo intero ha arrestato i suoi ingranaggi. I governi hanno dato precise indicazioni ai propri paesi, ciascuno di noi si è sentito ripetere dai datori di lavoro, dagli istituti di istruzione o attraverso i media sostanzialmente una cosa: “Resta a casa ed evita il contatto con altre persone.” Il risultato è che un numero senza precedenti di persone è ora costretto a trascorrere gran parte del proprio tempo a casa, apportando drastiche trasformazioni al modo in cui lavoriamo e comunichiamo.

Ma com’è cambiato il traffico internet con il Covid-19?

I sistemi di messaggistica online hanno visto un incremento da 1.3 a 3 volte rispetto all’utilizzo normale.

Le piattaforme di streaming video hanno raddoppiato il traffico.

Siti di notizie e informazione hanno aumentato i loro accessi giornalieri dal 30% al 60% e i giochi online del 20%.

Si è registrata inoltre una crescita del traffico proveniente da reti a banda larga residenziali e un rallentamento del traffico proveniente da aziende e università. Ma più persone a casa significa anche più persone online e questo porta a un sovraccarico notevole dell’infrastruttura globale di Internet.

Secondo i dati forniti da KASPR Datahaus nelle ultime due settimane si è registrato un aumento significativo del traffico giornaliero globale.

Il MIX – Milan Internet Exchange ha segnalato un aumento del 40% del traffico Internet in Italia mercoledì 9 marzo 2020, giorno in cui il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il Dpcm con cui sono state estese le misure restrittive a tutto il territorio nazionale. Questo incremento è rimasto pressoché costante nelle settimane successive.

Negli Internet exchange point – i punti di interscambio del traffico internet – di Amsterdam, Londra e Francoforte si osserva un aumento del 10-20% circa intorno al 9 marzo come evidenzia il grafico di Cloudflare.

In Asia, a Hong Kong, possiamo osservare un aumento più rapido dalla fine di gennaio, che probabilmente corrisponde al blocco di Hubei del 23 gennaio.

È evidente come l’emergenza Covid-19 abbia un impatto non trascurabile sui servizi Internet e sulla nostra vita. Abbiamo modificato le nostre abitudini quotidiane e alcuni cambiamenti, come ad esempio lo smart working, rimarranno una costante anche dopo la fine dell’emergenza. Internet ci fa sentire più vicini anche quando le distanze fisiche aumentano e anche i più restii all’inizio hanno ormai scoperto un nuovo volto della rete.

Settimana dopo settimana si è evidenziato un aumento del traffico con conseguente degrado delle prestazioni e della qualità delle reti Internet mobili e a banda larga, con cali notevoli della velocità di download. Ma anche se di volta in volta i singoli servizi, come un sito web o un’app, presentano interruzioni, la spina dorsale di Internet è solida e i provider stanno correndo ai ripari per soddisfare la nostra sete di banda.

Ma i grandi cambiamenti nel traffico Internet non sono insoliti. Spesso si verificano intorno a eventi sportivi importanti come le Olimpiadi o la Coppa del Mondo, eventi culturali come l’Eurovision Song Contest e persino durante il Ramadan. Pertanto, nonostante la pandemia stia mettendo a dura prova la sua infrastruttura, Internet è comunque in grado di gestirla, perché è stato letteralmente progettato per far fronte a un ambiente in continua evoluzione.